Dalla ferita della Xylella nasce ULÌA, brand skincare fondato nel Salento che trasforma olio extravergine d’oliva e nuovi ulivi resistenti in cosmetica contemporanea. Un progetto che unisce tradizione mediterranea, ricerca scientifica e bellezza naturale, raccontando la rinascita culturale e paesaggistica degli ulivi pugliesi
Nel Salento gli ulivi non sono mai stati soltanto alberi. Sono memoria familiare, architettura del paesaggio, identità culturale. I loro tronchi contorti attraversano i secoli come sculture vive, disegnando campagne di terra rossa punteggiate da muretti a secco e masserie bianche. Per decenni hanno rappresentato il cuore produttivo ed emotivo del Sud della Puglia, una presenza così radicata da definire l’intero orizzonte mediterraneo. Gli ulivi del Salento sembrano cambiare colore durante il giorno: verdi sotto il sole, argento al tramonto, quasi bianchi nelle notti illuminate dalla luna. Intorno, il vento del Sud attraversa i campi e accarezza le pietre dei muretti a secco, simboli di un sapere contadino tramandato nei secoli.

La ferita della Xylella e la trasformazione del paesaggio
Poi qualcosa è cambiato. A partire dal 2013 la Xylella fastidiosa, il batterio responsabile del disseccamento rapido dell’olivo, ha trasformato profondamente il paesaggio salentino, in quella che studiosi e istituzioni hanno definito una delle più gravi emergenze fitosanitarie al mondo. Milioni di ulivi sono stati colpiti, lasciando intere distese di alberi secchi e alterando un patrimonio agricolo e culturale secolare. La Xylella non è stata soltanto una crisi agricola: ha cambiato il volto del territorio e il rapporto emotivo delle famiglie con la propria terra. Nel Salento gli ulivi rappresentavano eredità, continuità, appartenenza.

ULÌA: la skincare che nasce dagli ulivi del Salento
È da questa ferita che nasce ULÌA, progetto fondato da Carlotta Totaro Fila nel cuore della provincia di Lecce. Un brand di skincare che sceglie di trasformare la cultura dell’ulivo in una nuova idea di bellezza mediterranea, essenziale e contemporanea. Per chi è cresciuta tra quegli alberi da tre generazioni, la scomparsa degli ulivi non poteva restare soltanto una perdita agricola. Doveva diventare una possibilità di rinascita. Il progetto utilizza olio extravergine d’oliva, olive e materie prime provenienti dagli uliveti di famiglia per sviluppare una linea skincare naturale a filiera corta. Una cosmetica che mette al centro il Mediterraneo, il benessere della pelle e il legame con il territorio. “ULÌA è un gesto di cura verso la pelle, ma anche verso la terra”, racconta Carlotta Totaro Fila. “È il modo in cui ho scelto di trasformare una ferita in un progetto di rinascita”.

Dalla ricerca cosmetica ai nuovi ulivi resistenti
Al centro della ricerca c’è un olio extravergine “attivato”, sviluppato grazie a una tecnologia applicata da uno spin-off dell’Università di Bologna per migliorarne l’affinità con la pelle e renderlo adatto ai gesti quotidiani della skincare contemporanea. Accanto a questo, ULÌA lavora anche con le olive provenienti dai nuovi ulivi resistenti alla Xylella, come la cultivar Favolosa, oggi considerata una delle varietà più resilienti al batterio. Da questa ricerca nasce anche l’iperfermentato di olive utilizzato nel Mist Viso Acqua Favolosa, sviluppato attraverso un brevetto universitario applicato alle olive del giovane uliveto dell’azienda agricola.
La nuova bellezza mediterranea tra memoria e innovazione
ULÌA racconta così una nuova idea di lusso naturale: essenziale, agricolo, contemporaneo. Una skincare che parte dalla terra rossa del Salento e arriva alla pelle attraverso una filiera corta che unisce agricoltura, innovazione e cultura mediterranea. Nel paesaggio trasformato dalla Xylella, gli ulivi continuano così a generare vita, identità e bellezza. Anche in forme nuove.
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