8. HENNINGSEN Erik, Out into the open, 1907, olio su tela, courtesy Van der Meij Fine Art, Amsterdam.

Un Capolavoro di Giornata. A Bologna l’Ottocento si racconta dall’alba al tramonto

Dal 3 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027 Palazzo Pallavicini ospita “Un Capolavoro di Giornata”, mostra curata da Francesca Sinigaglia con oltre cento dipinti dell’Ottocento europeo, organizzati secondo le ore del giorno

Che cosa succede se una giornata dell’Ottocento diventa il filo conduttore di una mostra? È questa l’idea alla base di “Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’Ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto”, in programma a Palazzo Pallavicini di Bologna dal 3 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027. Curata da Francesca Sinigaglia e prodotta da Vertigo Syndrome, l’esposizione riunisce circa cento dipinti dell’Ottocento europeo. Il percorso non segue scuole, correnti artistiche o nazionalità, ma una dimensione molto più quotidiana e universale: il trascorrere delle ore.

Dodici sezioni per raccontare una giornata

Le sale della mostra accompagnano il visitatore attraverso le ventiquattro ore, suddivise in dodici sezioni di due ore ciascuna. Sei dedicate alla luce e sei al buio, dall’alba fino alla notte. Il percorso prende così avvio dal risveglio, quando la natura è ancora sospesa e le prime luci entrano nelle case. Sono le opere di Antonio Fontanesi, Luigi Bertelli e Augusto Majani a introdurre questa prima parte della giornata. Si passa quindi alla colazione borghese raccontata da Antonio Mancini e Alessandro Scorzoni, prima di uscire all’aperto, tra lavandaie e contadini nelle opere di Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Parallelamente emerge la modernità urbana, rappresentata dalla Londra fumosa di Giovanni Boldini.

BERTELLI Luigi, Ozio in villa, 1866, olio su tela, 74×110 cm, collezione privata.

Da Renoir a Monet, tra luce e tramonto

Il mezzogiorno è affidato alla luce intensa della baia di Douarnenez dipinta da Renoir. Il ritmo cambia nel pomeriggio, con i giochi dei bambini di Gaetano Chierici, per arrivare alle atmosfere dorate del tramonto nelle opere di Nino Costa e Mario de Maria. Quando arriva la sera, il paesaggio cambia ancora: a chiudere questa parte del percorso sono le Ninfee notturne di Monet. La notte introduce invece visioni lunari e atmosfere più inquiete, con Grimshaw e le denunce sociali di Natale Attanasio, fino a un finale sospeso tra sogno e memoria.

MICHETTI Francesco Paolo, L’intruso, 1878, olio su tela, 48×68,5 cm (con cornice 74×95 cm), Collezione privata Napoli.

Non solo dipinti: profumi, suoni e parole

L’esperienza della mostra non si limita alle opere sulle pareti. A scandire il passaggio delle ore contribuiscono profumi storici e suoni d’ambiente, pensati per modificarsi da una sala all’altra. Dalla freschezza dell’alba fino all’umidità evocata dalla notte. Anche la letteratura entra nel percorso attraverso una colonna sonora fatta di parole: Gabriele D’Annunzio accompagna la mattina, mentre Giacomo Leopardi contribuisce alle atmosfere dell’imbrunire.

Un Ottocento visto attraverso arte, letteratura e società

La mostra è accompagnata da un catalogo monografico pubblicato da Moebius Books, che amplia il racconto della giornata ottocentesca affrontandola da prospettive diverse: arte, letteratura, città, moda e donne. I saggi sono firmati da Marco Bazzocchi, Maria Beatrice Bettazzi, Vincenza Maugeri e Maria Giuseppina Muzzarelli, mentre le schede delle opere sono curate da Francesca Sinigaglia, Federico Troletti e Cinzia Virno.

CORCOS Vittorio Maria, Lettura interessante, 1880 ca., olio su tela, 100×65 cm, Courtesy Galleria d’Arte Goldoni, Livorno.

La curatela di Francesca Sinigaglia

A ideare e costruire il percorso è Francesca Sinigaglia, storica dell’arte e direttrice del Museo Ottocento Bologna, specializzata nell’arte bolognese tra XIX e XX secolo. Uno degli aspetti caratterizzanti del progetto è la possibilità di mettere in dialogo nomi celebri e artisti meno ricordati, riportando sulla scena anche autori oggi poco conosciuti e accostandoli a grandi maestri come Monet.

La formula del rimborso se la mostra non convince

Tra le particolarità dell’iniziativa c’è anche una formula pensata per il pubblico: chi completa il percorso e non rimane soddisfatto può chiedere il rimborso integrale del biglietto, senza clausole né spiegazioni. Una scelta che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole assumersi in prima persona il rischio della noia e lasciare al visitatore la libertà di giudicare l’esperienza.
Per info: www.iltempodipinto.it

 

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