Le bellezze di Napoli nel Rione Sanità. In viaggio – con Praesentia, gusto di Campania. Divina – tra i rumori vivi dei mercati sino alle profondità della terra. Tra sapori, luci, colori e presepi, la città abbraccia e lascia a bocca aperta ogni visitatore
Colori, profumi, contrasti di luci e ombre, persone, animi profondi e squillanti. Sono solo alcune delle caratteristiche della città di Napoli e, nello specifico, del Rione Sanità, il cuore di una città che corre veloce tra i suoi contrasti e la sua bellezza. Una cosa è certa: questi luoghi rapiscono, lasciano senza fiato, sia per la loro storia, sia per la loro vita quotidiana. Qui animi e persone si incontrano ogni giorno, nel vociferare della realtà e nel sentire lontano dei segreti che la città custodisce, tanto a portata di mano quanto nelle profondità della terra. È vero, Napoli imbastisce storie tra i vicoli che la caratterizzano, tra panni stesi sui balconi, edifici sgarrupati e palazzi che vantano un antico fasto. Odori di esistenze, di cucina, di tradizioni e di gente che vive… dalla pizza fritta ai dolci ricchi e opulenti, dai piatti della tavola di un tempo alle più moderne proposte. Così Napoli ti avvolge nel mantello di una città che sa scaldare e che sa accogliere tra le braccia di una bellezza da scoprire.

Il Rione Sanità e la sua trasformazione culturale e sociale
Il Rione Sanità, cuore pulsante del centro storico di Napoli, ha vissuto un’epoca di splendore e una fase di decadenza, fino a diventare uno degli esempi più significativi di riqualificazione urbana e sociale della città. Storicamente ricco di ville nobiliari e tradizione culturale, il quartiere ha conosciuto il degrado nel corso del Novecento, con l’emergere di sovraffollamento, abbandono edilizio e criminalità. Tuttavia, oggi, il Rione è al centro di un grande progetto di rinascita che coinvolge non solo l’aspetto urbanistico, ma anche la sua identità culturale e sociale. Le ristrutturazioni non si sono limitate agli edifici storici, ma hanno incluso un ampio restyling delle strade, migliorando l’accessibilità e la vivibilità del quartiere, oltre alla cultura che ha giocato (e gioca) un ruolo fondamentale. Il quartiere ha visto nascere iniziative artistiche di grande impatto che hanno portato attività e progetti culturali nel rione. L’arte di strada, con murales che raccontano la storia e l’identità dei luoghi, è diventata un simbolo del cambiamento, trasformando le facciate degli edifici in veri e propri musei all’aperto.

Un museo per tutti
Uno dei fiori all’occhiello della zona è Jago Museum, situato nella Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, dove le opere dell’artista Jacopo Cardillo, noto per le sue sculture in marmo e non solo, arricchiscono l’offerta culturale del Rione. Il quartiere è quindi diventato un esempio virtuoso di come cultura, arte e inclusione sociale possano essere le chiavi di una vera trasformazione urbana. Celebre è il approccio unico alla scultura, utilizzando tecniche tradizionali di lavorazione del marmo ma con uno stile che affronta temi profondi e universali come la condizione umana, la spiritualità e la morte. Le sue opere, dalle forti connotazioni simboliche, sono apprezzate per la loro tecnica impeccabile e la profondità emotiva. Tra le opere più conosciute di Jago vi sono La pietà, La David, Narciso… opere che sanno plasmare l’emotività e i dolori umani nella contemporaneità e nell’immediatezza. Il museo offre ai visitatori la possibilità di ammirare da vicino queste straordinarie creazioni, ma anche di scoprire l’arte di Jago attraverso il processo di realizzazione delle sculture. www.jago.art/it/museum/

Le profondità della terra
Si scende verso il cuore della terra, quasi un viaggio dantesco nelle viscere. Qui si trova l’Ipogeo dei Cristallini è uno dei tesori archeologici più affascinanti e sorprendenti di Napoli, un luogo che racconta oltre 2.300 anni di storia nel sottosuolo della città. Situato sempre nel Rione Sanità, questo complesso sotterraneo è composto da quattro tombe ipogee di epoca ellenistica, scavate nel tufo dai Greci che abitavano l’antica Neapolis. Scoperte per caso nel 1889 nel giardino di un palazzo privato dal barone Giovanni di Donato, queste tombe rimasero nascoste per oltre un secolo, fino ai recenti lavori di restauro che hanno permesso l’apertura al pubblico nel giugno 2022. Visitare l’Ipogeo dei Cristallini significa compiere un vero e proprio tuffo nel passato. Si scende circa 10–12 metri sotto il livello stradale, si entra in un mondo antico in cui spazio e tempo sembrano fermarsi. Le tombe, pur simili nella struttura generale, offrono ciascuna decorazioni e affreschi straordinari, con colori vivaci e dettagli architettonici che rivelano tecniche artistiche raffinate. È possibile ammirare scene di banchetto, simboli legati alla religiosità e alla vita dopo la morte, oltre a dettagli iconografici come la testa di Medusa, credenze e rituali funerari dell’epoca.

Il culto cristiano dei morti
Sempre nel Rione Sanità si possono visitare anche le Catacombe di San Gaudioso, uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi di Napoli, cuore della storia cristiana della città. Queste catacombe furono scavate nel tufo tra il IV e il V secolo d.C. e si estendono per oltre 3.000 metri quadrati. Qui, secondo la tradizione, riposano i resti di San Gaudioso, martirizzato durante le persecuzioni contro i cristiani. La visita alle catacombe è un’esperienza unica! Il percorso sotterraneo si snoda tra gallerie, tombe e affreschi che raccontano la nascita del cristianesimo a Napoli e la vita quotidiana dei primi cristiani. Lungo il cammino, si possono ammirare antichi dipinti e mosaici che risalgono a secoli di fede e devozione, con scene sacre, simboli religiosi e rappresentazioni di santi. Ma ciò che colpisce è anche la particolare esposizione dei crani nei sepolcri barocchi del XVII secolo. Infatti, in alcune tombe nobiliari, le calotte craniche originali sono incassate nelle mura, mentre sotto di esse sono dipinte le figure dei defunti con i loro abiti e strumenti di lavoro, un modo singolare di rappresentare la memoria e lo status sociale.

La tradizione dei presepi napoletani
Il Presepe Favoloso è una delle attrazioni natalizie più suggestive di Napoli, capace di incantare visitatori di tutte le età. Situato nella sagrestia della Basilica di Santa Maria della Sanità a Napoli, è un’opera della grande maestria della famiglia Scuotto. Il suo nome, Favoloso, non è casuale. Si riferisce proprio alle vicende ‘favolose’ che animano la città, tanto da popolare il presepe di personaggi unici e speciali. Il Presepe Favoloso non è solo una rappresentazione religiosa della Natività, ma un vero e proprio viaggio nella città tra paesaggi, scene, personaggi mitologici e vita quotidiana, che raccontano le tradizioni e la cultura di Napoli in modo originale e sorprendente. Le figure, realizzate con grande attenzione ai dettagli, sono disposte in scenografie che spaziano dai vicoli tipici napoletani a paesaggi immaginari, dando vita a un mondo dove il sacro e il fantastico si fondono.

Il sapore ineguagliabile della pizza fritta
La pizza fritta è uno dei piatti più rappresentativi della tradizione gastronomica napoletana. Una prelibatezza che affonda le sue radici nella storia della città, evolvendosi nel tempo ma rimanendo fedele a un principio fondamentale: la semplicità degli ingredienti e la ricchezza dei sapori. A differenza della pizza classica, che veniva cotta nel forno a legna, la pizza fritta viene preparata cuocendo l’impasto in abbondante olio bollente, trasformandosi in un morbido e dorato scrigno che racchiudeva una varietà di ripieni.
Una questione di ripieni
La pizza fritta napoletana si distingue per la sua leggerezza e croccantezza all’esterno, che contrasta con la morbidezza dell’interno, dove il ripieno può variare. I più tradizionali comprendono pomodoro, ricotta o mozzarella ma le varianti regionali aggiungono ingredienti come prosciutto cotto, salame o specie ittiche. In alcune versioni, la pizza fritta può essere arricchita con verdure come spinaci o friarielli, che conferiscono un sapore fresco e autentico. Le combinazioni sono infinite, ma il filo conduttore è sempre lo stesso: ingredienti freschi e genuini che raccontano il legame profondo tra la cucina napoletana e il territorio. Un’usanza tipica della Napoli di un tempo era quella di pagare la pizza fritta 8 giorni dopo averla mangiata. Questo gesto, che sembrava quasi un atto di fiducia reciproca tra venditore e cliente, rifletteva lo spirito di solidarietà delle classi popolari.

Un tocco di dolcezza
Sempre nel Rione Sanità si trova Gallucci Mario 1890. Una storica pasticceria napoletana, fondata, appunto, nel 1890, che da oltre un secolo è un riferimento per chi cerca l’autentica tradizione dolciaria partenopea. È celebre per la sua pasticceria artigianale di alta qualità, che include sfogliatelle, babà, e cioccolato artigianale. La pasticceria ha saputo mantenere intatta la sua tradizione, con materie prime selezionate, pur adattandosi ai tempi moderni e innovando senza mai perdere il legame con il passato. Con il suo impegno verso la sostenibilità e la ricerca continua dell’eccellenza, Gallucci Mario 1890 è diventata un simbolo della cucina napoletana. Ogni dolce racconta una storia di maestria, offrendo un’esperienza unica a chi visita Napoli e desidera assaporare il meglio della tradizione gastronomica della città. www.galluccicioccolato.it
Dove mangiare:
La Locanda del Monacone – www.lalocandadelmonacone.it
Isabella De Cham – www.isabelladecham.com
Dove alloggiare:
Casa D’Anna ai Cristallini – www.casadanna.it
Atelier Inès Arts & Suites – www.atelierinesgallery.com
Degustaviaggi.it Viaggi del gusto