Da Picasso a Van Gogh: storie di pittura dall’Astrazione all’Impressionismo. A Treviso, nel Museo Santa Caterina fino al 10 maggio 2026, per godere delle bellezze artistiche che hanno caratterizzato la pittura tra il 1800 e il 1900
Una straordinaria proposta culturale a Treviso, grazie a un evento che spinge i confini dell’arte oltre le mura del consueto, immergendo il pubblico in un viaggio attraverso la storia della pittura dal XX secolo fino alle radici dell’Impressionismo. Sessantuno opere di inestimabile valore, frutto di una partnership tra Linea d’ombra e il Toledo Museum of Art, raccontano la storia di un secolo di arte, emozionando e invitando alla riflessione. Il valore di queste opere, che superano il miliardo di euro, rende evidente la portata di un evento che si annuncia epocale.
Treviso cuore culturale e artistico
Il curatore Marco Goldin, ormai un nome legato indissolubilmente alla sua città, Treviso, propone una mostra che è tanto un omaggio alla città natale quanto un invito a percorrere le tappe fondamentali dell’arte moderna e contemporanea. Per Goldin, il viaggio inizia con la sua scoperta dell’Ohio, terra che, attraverso la lettura dei ‘Racconti dell’Ohio’ di Sherwood Anderson, lo ha segnato profondamente. Quello che nasce come un legame geografico diventa così anche un affetto intellettuale e artistico che si concretizza in questa mostra unica. In un contesto internazionale che abbraccia diverse tappe del tour, Treviso rappresenta l’unica città europea ad ospitare questa mostra. Il Toledo Museum of Art, riconosciuto come il miglior museo degli Stati Uniti nel 2025, ha scelto la città veneta per questa iniziativa esclusiva, che va oltre il semplice prestito di opere. Grazie ai legami consolidati tra Goldin e il museo, è stato possibile arricchire il percorso espositivo con opere che escono per la prima volta dalle sue mura, una rarità che ne aumenta ulteriormente il valore.

Un viaggio nell’arte dall’800 al 900
Il cuore pulsante della mostra si sviluppa attraverso una sequenza affascinante che parte dall’astrazione americana degli anni ’50 e ’60, passando per figure emblematiche come Richard Diebenkorn, Morris Louis, Ad Reinhardt, e Helen Frankenthaler. L’astrazione europea, con i suoi grandi interpreti come Ben Nicholson, Josef Albers, Piet Mondrian e Paul Klee, prepara il terreno per il successivo incontro con la pittura figurativa, dove la natura morta, il ritratto e il paesaggio diventano protagonisti assoluti. Nel primo capitolo, la natura morta è celebrata dai maestri come Giorgio Morandi e Georges Braque, che portano il tema a livelli di purezza formale assoluta. Invece, Henri Fantin-Latour e Camille Pissarro, con i loro dipinti raffinati, mostrano quanto la tecnica e la sensibilità abbiano saputo trasformare anche il soggetto più quotidiano in un’opera senza tempo.
Dalla figura umana ai colori dell’Impressionismo
L’ampia sezione dedicata ai ritratti e alle figure introduce invece una vera e propria carrellata di ritratti famosi. Dai lavori di Henri Matisse e Pierre Bonnard, passando per Édouard Vuillard, fino ai più iconici De Chirico, Modigliani e Picasso. Quest’ultimo, in particolare, è rappresentato con uno straordinario cubista del 1909, testimone della sua continua ricerca di nuove forme. La mostra non si limita alla pittura europea, ma si espande anche a quella americana, con un’attenzione particolare agli Impressionisti che, dall’Europa, influenzarono le scuole artistiche d’oltreoceano. I paesaggi dipinti da William Merritt Chase e dalle figure francesi come Berthe Morisot e Camille Pissarro, si intrecciano poi con i capolavori dei maestri come Pierre-Auguste Renoir, Edouard Manet e Edgar Degas, offrendo un’ampia visione sulla magia della luce e del colore.

Dalla Venezia di Signac alla Parigi di Delaunay
Il percorso prosegue con una riflessione sul paesaggio, uno dei temi più amati dai pittori del XIX e XX secolo. Dai paesaggi veneziani di Paul Signac e i parigini di Robert Delaunay e Fernand Léger, l’esposizione si avvicina alla sezione impressionista, con opere di Monet, Cézanne, Whistler e Gauguin. Di particolare intensità sono le Ninfee di Monet. In una delle sue versioni più evocative e poetiche, un’interpretazione finale del mondo naturale che il pittore amava e che ha consacrato la sua carriera. La mostra si chiude con un’opera simbolo della tragica fine di Vincent Van Gogh: Campo di grano con falciatore ad Auvers. Il dipinto che rappresenta, con il suo impeto e la sua intensità cromatica, il commiato di un artista che ha segnato la storia dell’arte. In un angolo appartato del Museo Santa Caterina, questa tela gigante si staglia, nella sua solitudine e potenza, come un atto finale di una vita e di una carriera che hanno rivoluzionato il concetto stesso di pittura.
Van Gogh: gli ultimi giorni di un genio
Accanto alla mostra, una proposta cinematografica unica accompagna i visitatori. Un film, scritto e diretto dallo stesso Marco Goldin, che racconta gli ultimi giorni di Vincent van Gogh ad Auvers-sur-Oise. Proiettato in un’area apposita del museo, il film diventa un complemento visivo e sonoro alla visita, offrendo un’esperienza emozionale che va oltre la visione statica dei dipinti.
Treviso pulsa di cultura
Con questa mostra, Treviso non solo celebra il suo passato artistico, ma si posiziona anche come un polo di riferimento culturale di respiro internazionale. Mario Conte, Sindaco di Treviso, ha sottolineato l’importanza di questo appuntamento per il futuro della città, già proiettata verso eventi globali come le Olimpiadi Invernali del 2026. Anche Luca Zaia, all’epoca dell’inaugurazione Presidente della Regione Veneto, aveva espresso il suo entusiasmo per l’opportunità di vedere capolavori di fama mondiale nella Marca. Viva la gratitudine del direttore del Toledo Museum of Art, Adam Levine, per la collaborazione con Treviso. Nei ringraziamenti ha confermato l’importanza di questa sinergia tra due realtà culturali così diverse eppure accomunate dall’amore per l’arte e la bellezza senza tempo.
Per info: www.lineadombra.it
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