Sul lungolago apre NIÒBĒ, il nuovo ristorante progettato da Flaviano Capriotti Architetti. Un progetto che trasforma una villa affacciata sul Lago in una destinazione dedicata all’alta cucina, al vino e al design, con lo chef stellato Franco Caffara e un’architettura pensata per dialogare con il paesaggio
Il Lario si arricchisce di una nuova destinazione dedicata alla ristorazione d’autore. A Lecco, direttamente sul lungolago, apre NIÒBĒ, un progetto che unisce fine dining, bistrot e cantina in uno spazio dove architettura, natura e gastronomia dialogano in modo continuo. Il nuovo locale porta la firma di Flaviano Capriotti Architetti, studio milanese specializzato nella progettazione di spazi per l’hospitality, che ha trasformato una villa privata in un ristorante capace di valorizzare il rapporto con il paesaggio lacustre. Alla guida della cucina c’è lo chef Franco Caffara, già insignito della stella Michelin durante la sua esperienza al ristorante I Tigli al Lago di Como. L’iniziativa nasce dalla volontà di Domenico Todeschini e dei figli Davide e Matteo di creare un luogo capace di raccontare il territorio attraverso la cucina, il vino e l’architettura, offrendo un’esperienza immersiva che supera il semplice concetto di ristorante.

Un progetto architettonico costruito intorno al paesaggio
L’intervento firmato da Flaviano Capriotti interessa una superficie di circa 430 metri quadrati distribuiti su tre livelli, immersi in un ampio giardino con accesso diretto alle rive del lago. Più che una semplice ristrutturazione, il progetto rappresenta una reinterpretazione completa dell’edificio esistente. L’obiettivo è stato quello di costruire una relazione costante tra gli ambienti interni e il panorama esterno, facendo entrare il lago all’interno dell’esperienza architettonica. Le grandi superfici vetrate, la fluidità degli spazi e l’assenza di barriere visive permettono infatti allo sguardo di attraversare l’intero edificio, mantenendo sempre un collegamento con l’acqua, la vegetazione e il profilo delle montagne. Come spiega lo stesso Flaviano Capriotti, il progetto non cerca di rappresentare il lago in maniera decorativa, ma di tradurne le caratteristiche attraverso proporzioni, luce, materiali e relazioni spaziali. Un approccio che caratterizza gran parte dei lavori dello studio nel settore dell’ospitalità.

Interni fluidi e ambienti pensati per favorire la convivialità
Gli spazi interni sono organizzati secondo una successione di ambienti aperti, caratterizzati da geometrie morbide e forme organiche che accompagnano naturalmente il percorso degli ospiti. Al piano terra trova posto il NIÒBĒ Garden, il bistrot da 32 coperti, dominato da un grande banco bar dalle linee sinuose che diventa il fulcro della convivialità. Una lunga seduta curva contribuisce a creare continuità tra gli spazi, favorendo le relazioni tra gli ospiti e mantenendo un costante dialogo visivo con il giardino esterno. Il primo piano ospita invece il ristorante fine dining “NIÒBĒ al Lago”, anch’esso da 32 posti, dove predominano tonalità calde e materiali naturali. Qui il vino assume un ruolo centrale grazie alla presenza di una cantina a vista che diventa parte integrante del progetto architettonico. Accanto alla cantina trova spazio la Wine Room, una sala circolare riservata a sei ospiti e dedicata alle degustazioni. Le scaffalature in legno di olmo custodiscono oltre 600 etichette provenienti dall’Italia e dai principali territori vitivinicoli internazionali. Completa il piano una sala privé da dieci posti destinata a incontri ed eventi esclusivi.

Materiali ispirati al territorio e una palette che richiama il lago
Uno degli elementi distintivi del progetto è rappresentato dalla scelta dei materiali, tutti selezionati per stabilire un legame con il territorio lariano. All’esterno il rivestimento in limestone richiama la natura minerale delle montagne che circondano il lago, mentre negli interni domina il legno di olmo, utilizzato per boiserie, arredi su misura e rivestimenti. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle finiture. L’intonaco a base di lolla di riso richiama la tradizione agricola locale e contribuisce al comfort acustico degli ambienti. La palette cromatica si sviluppa invece attraverso sfumature di verde, grigio e azzurro che evocano le tonalità dell’acqua. Intonaci artistici e superfici tridimensionali reinterpretano il movimento delle onde, mentre il progetto illuminotecnico amplifica il gioco di riflessi e trasparenze ispirato alla luce del lago. Anche i tessuti contribuiscono alla qualità complessiva degli interni, grazie all’utilizzo di sete, ciniglie e bouclé prodotti da Dedar Milano.

Il giardino come naturale estensione dell’architettura
L’esperienza di NIÒBĒ prosegue all’esterno, dove il giardino diventa parte integrante del progetto. La sistemazione paesaggistica, curata da Hortensia – Vittorio Peretto, valorizza la vegetazione esistente e reinterpreta in chiave contemporanea gli elementi tipici dei giardini storici affacciati sul Lago di Como. Una terrazza in bambù, una pergola tessile e tre aree dedicate alla sosta accompagnano il visitatore verso il lago attraverso un percorso immerso nel verde. La selezione botanica privilegia specie resistenti e a bassa manutenzione, affiancate da piante aromatiche ed essenze eduli utilizzate anche nella cucina del ristorante. Il paesaggio diventa così una componente attiva dell’esperienza gastronomica, contribuendo a rafforzare il legame tra natura e cucina.

La cucina di Franco Caffara racconta il territorio lariano
La proposta gastronomica si sviluppa in due percorsi distinti. Il ristorante fine dining, aperto a cena e a pranzo durante il fine settimana, propone sia un menu à la carte sia percorsi degustazione che reinterpretano la tradizione del territorio con uno stile contemporaneo. Tra le preparazioni più rappresentative figurano l’Uovo di selva cotto a 63 gradi con spuma di patate, tartufo nero e fiori dell’orto, il crudo di capasanta con caviale e stracchino, i ravioli di gambero con consommé di gambero rosso di Mazara e la pappardella ripiena di vicciola con zucca, miso di pomodoro e fonduta di provola. Accanto alla cucina, la cantina rappresenta uno dei punti di forza del progetto grazie a una selezione di oltre 600 etichette che comprende grandi maison dello Champagne e piccoli produttori indipendenti provenienti da numerosi territori vitivinicoli. Al piano terra, invece, il NIÒBĒ Garden propone un’offerta più informale con business lunch stagionali durante il giorno e aperitivi, cocktail d’autore, champagne, vini selezionati e tapas nelle ore serali.

Un nuovo punto di riferimento per l’ospitalità sul Lago di Como
Con NIÒBĒ, Lecco si dota di un nuovo indirizzo che punta a diventare un riferimento per chi cerca un’esperienza capace di integrare architettura contemporanea, alta cucina e valorizzazione del paesaggio. Il progetto conferma inoltre la ricerca progettuale di Flaviano Capriotti Architetti nel settore dell’hospitality, già autore di interventi per strutture di prestigio come il Park Hyatt Milano, il ristorante Andrea Aprea e il Bulgari Hotel Milano. In questo nuovo lavoro il lago non costituisce semplicemente uno sfondo panoramico, ma diventa il vero protagonista dell’esperienza, entrando nell’architettura attraverso la luce, i materiali, i percorsi e la relazione costante tra spazi interni ed esterni.
Per info: www.niobe-restaurant.it
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