La rivista dell’Associazione Italiana Sommelier raggiunge il cinquantesimo numero con 2 milioni di copie stampate, 700 contributi esclusivi e un nuovo racconto del vino capace di unire cultura, territori, formazione e nuovi linguaggi digitali
Il vino non scompare dalle abitudini degli italiani, ma cambia il modo in cui viene vissuto e scelto. Oggi il consumo si concentra maggiormente sulle occasioni speciali e cresce la curiosità verso tutto ciò che ruota attorno a una bottiglia: storie, territori, produttori e cultura. È in questo scenario che l’Associazione Italiana Sommelier celebra il 50° numero di Vitae, la rivista trimestrale nata per raccontare il mondo del vino attraverso approfondimenti, testimonianze e percorsi dedicati ai protagonisti del settore.
Il vino cambia rituali: cresce il desiderio di conoscenza
Secondo i dati dell’Osservatorio del Vino UIV–Vinitaly riportati nel comunicato AIS, il rapporto tra italiani e vino si è trasformato: il 61% dei consumatori beve vino saltuariamente, mentre il 39% lo consuma ogni giorno. Nel 2006 la situazione risultava quasi opposta. Questa evoluzione apre una nuova sfida per chi comunica il vino: accompagnare un pubblico sempre più interessato a conoscere il valore culturale, storico e territoriale racchiuso in ogni calice.

Dal territorio all’esperienza: il vino diventa racconto
La curiosità degli appassionati non si ferma alle caratteristiche organolettiche del vino. Nel rapporto 2026 Gli italiani e le esperienze enoturistiche, il 63% dei turisti italiani intervistati dichiara di voler conoscere la storia e gli aneddoti delle aziende e dei vini durante le esperienze enoturistiche. Un interesse che rispecchia la filosofia di Vitae: raccontare persone, territori e percorsi produttivi per comprendere come un luogo contribuisca all’identità di ciò che arriva nel bicchiere.
Vitae tra carta, digitale e podcast
La comunicazione enologica evolve anche attraverso nuovi strumenti. L’indagine UIV–Vinitaly evidenzia che il 61% dei consumatori della Generazione Z consulta consigli e recensioni online quando acquista vino. Per questo AIS affianca alla rivista cartacea Vitae Online e il podcast On AIS, creando un sistema editoriale capace di raggiungere lettori diversi con contenuti affidabili, accessibili e approfonditi.
Dodici anni di storie, numeri e approfondimenti sul vino italiano
Nata nel marzo 2014, Vitae arriva al cinquantesimo numero con numeri significativi: 2 milioni di copie stampate, di cui 1,9 milioni spedite, 5.600 pagine di approfondimenti, 700 contributi esclusivi, 80 autori coinvolti e circa 7.000 fotografie. Nel corso degli anni la rivista ha seguito il vino attraverso produttori, territori, ricerca, paesaggio e cultura, mantenendo la carta come spazio dedicato alla lettura approfondita e integrandola con i nuovi strumenti digitali.
Sandro Camilli: “I sommelier ambasciatori della cultura dei territori”
«Attraverso la formazione, l’editoria e le tante iniziative dell’Associazione, vogliamo far conoscere e valorizzare la cultura dei territori italiani, avvicinando un pubblico sempre più ampio alla loro ricchezza», afferma Sandro Camilli, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier. Il presidente AIS sottolinea il ruolo dei sommelier come interpreti e ambasciatori capaci di trasformare la degustazione in un’occasione per scoprire patrimonio culturale, tradizioni e storie legate al vino italiano.

A Milano la celebrazione del numero 50 di Vitae
La sede nazionale AIS di Milano ha ospitato una serata dedicata alla storia della rivista, con copertine e materiali editoriali che hanno ripercorso dodici anni di attività. La “Pagina Bianca” ha coinvolto gli ospiti chiedendo quale storia del vino italiano vorrebbero leggere nei prossimi numeri, trasformando i contributi raccolti in un’installazione collettiva dedicata al futuro del racconto enologico.
Nasce il Premio “Storie di Vitae” per valorizzare il racconto del vino
Durante la celebrazione è stato inaugurato anche il Premio “Storie di Vitae”, nuovo appuntamento annuale dedicato a chi racconta il vino attraverso giornalismo, scrittura, fotografia e divulgazione. Il primo riconoscimento è stato assegnato ad Alessandro Torcoli, editore e direttore di Civiltà del bere, per il contributo dato al giornalismo enogastronomico italiano.
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