Joseph Mallord William Turner, Il ramo d’oro; esposto nel 1834; olio su tela, mm 1041 × 1638; Londra, Tate.
Como si prepara ad accogliere uno degli eventi culturali più importanti del 2026. Dal 29 maggio al 27 settembre, la città ospita “Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano”, un grande progetto espositivo ideato e organizzato dal Comune di Como in collaborazione con la Tate di Londra, una delle più prestigiose istituzioni artistiche del Regno Unito. La mostra, curata da Elizabeth Brooke, si sviluppa tra il Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica e riunisce opere provenienti interamente dalla collezione della Tate. L’esposizione racconta il profondo legame tra William Turner (1775-1851), massimo esponente del Romanticismo inglese, e il paesaggio italiano, con particolare attenzione al Lago di Como e al territorio lariano.
Il percorso espositivo mette in luce il ruolo centrale del viaggio nella ricerca artistica di Turner. Al Broletto sono esposti sette preziosi acquerelli dedicati a Como e al suo lago, testimonianza del fascino che il paesaggio lariano esercitò sull’artista durante i suoi soggiorni italiani. Montagne, specchi d’acqua, giochi di luce e improvvisi cambiamenti atmosferici diventarono per Turner veri e propri soggetti pittorici. Le opere in mostra documentano l’evoluzione del suo linguaggio artistico. Dagli schizzi realizzati durante il primo viaggio in Italia nel 1819 fino agli studi cromatici del 1842 e del 1843, nei quali il paesaggio si trasforma progressivamente in una visione atmosferica e quasi astratta.
L’esposizione rappresenta anche un’importante occasione di approfondimento scientifico. Le ricerche condotte da Pietro Berra e Federico Crimi sui movimenti di Turner nel territorio comasco hanno contribuito a ridefinire la cronologia di alcune opere e a comprendere meglio gli elementi del paesaggio che colpirono maggiormente l’artista. Lo studio mette inoltre in evidenza le differenze tra i luoghi osservati da Turner nell’Ottocento e il paesaggio contemporaneo. Un’opportunità che offre una nuova lettura del suo rapporto con il territorio.
La seconda sede della mostra è la Pinacoteca Civica di Como, dove una selezione di quattro dipinti a olio approfondisce il rapporto dell’artista con i temi italiani e con la trasformazione del paesaggio in esperienza poetica e simbolica. Il percorso espositivo evidenzia alcuni aspetti fondamentali della maturità artistica di Turner: il dialogo con la cultura classica, l’interesse per la letteratura, lo studio della luce come elemento fisico e spirituale e la progressiva dissoluzione delle forme nell’atmosfera. Nello spazio Campo Quadro, inoltre, dipinti, stampe e mappe ottocentesche provenienti dalle collezioni dei Musei Civici permettono di immergersi nella Como visitata da Turner. Tra i documenti esposti compare anche una pianta cittadina del 1871 che cita l’Hotel Volta, già Albergo dell’Angelo, dove il pittore soggiornò durante il suo passaggio in città.
L’allestimento è arricchito dalla proiezione di JMW Turner On the Wing. Un film immersivo prodotto da Tate Digital che ripercorre la vita e la carriera dell’artista attraverso la sua instancabile passione per il viaggio. Grazie a interviste con curatori, conservatori e studiosi, il documentario conduce il pubblico nei luoghi che hanno ispirato Turner, dalle montagne del Galles alle Alpi svizzere, dalla campagna italiana alle coste dell’Inghilterra, restituendo l’universo visivo e sonoro che alimentò la sua rivoluzionaria ricerca pittorica.
La collaborazione tra il Comune di Como e la Tate si estende anche all’arte contemporanea con “Feeling Colour. Jim Lambie e David Batchelor. Opere contemporanee dalla Collezione della Tate”, ospitata a San Pietro in Atrio negli stessi giorni della mostra dedicata a Turner. L’esposizione esplora il ruolo del colore nell’arte contemporanea attraverso le opere di due protagonisti della scena britannica.
Artista scozzese tra i più influenti della sua generazione, Jim Lambie presenta a Como una nuova versione di Zobop, progetto avviato nel 1999 e ancora oggi in continua evoluzione. L’opera consiste in un intervento site-specific realizzato mediante l’applicazione di nastri vinilici colorati che trasformano completamente la percezione dello spazio. Alla realizzazione dell’installazione hanno partecipato anche gli studenti dell’Accademia Aldo Galli di Como.
David Batchelor, artista e teorico del colore, espone invece I Love King’s Cross and King’s Cross Loves Me, 8, opera appartenente alla serie Monochromobiles. Attraverso materiali urbani di recupero, elementi industriali e superfici colorate, Batchelor trasforma oggetti comuni in sculture capaci di riflettere sul rapporto tra individuo, spazio urbano e cultura contemporanea.
Con questo doppio appuntamento espositivo, Como conferma il proprio ruolo di centro culturale di respiro internazionale. La collaborazione con la Tate si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio cittadino e di apertura verso importanti istituzioni museali mondiali. L’iniziativa è accompagnata da visite guidate, laboratori didattici e passeggiate culturali dedicate ai luoghi di Turner sul territorio, offrendo al pubblico un’esperienza che unisce arte, storia e scoperta del paesaggio lariano.
Informazioni utili
Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano
Sedi: Palazzo del Broletto e Pinacoteca Civica di Como
Periodo: dal 29 maggio al 27 settembre 2026
Curatrice: Elizabeth Brooke
Opere: interamente provenienti dalla collezione della Tate di Londra
FEELING COLOUR. Jim Lambie e David Batchelor. Opere contemporanee dalla Collezione della Tate
Sede: San Pietro in Atrio (via Odescalchi)
Periodo: dal 29 maggio – 27 settembre 2026
Per info: www.oggiacomo.it
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