Cibo e storie

A Recco la focaccia incontra il mare e… il gusto diventa viaggio

Recco e la sua celebre Focaccia di Recco col formaggio IGP. Un viaggio tra la tradizione gastronomica ligure, il mare, l’Abbazia di San Fruttuoso e i sapori del territorio

Esistono città o paesi dove il cibo non è solo una specialità da mangiare, ma diventa una vera chiave di lettura del territorio. È il caso di Recco, sulla Riviera ligure di Levante, dove la Focaccia di Recco col formaggio IGP è parte integrante dell’identità cittadina e rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della gastronomia ligure. Qui la focaccia ha una storia antica, tramandata da generazioni di panificatori e ristoratori. Un legame così forte con il territorio da aver portato al riconoscimento europeo IGP, ottenuto definitivamente nel gennaio 2015. La zona di produzione comprende Recco, Camogli, Sori e Avegno, come previsto dal sistema di tutela. La sua particolarità sta nella semplicità! Due sottili sfoglie di pasta racchiudono il formaggio, dando vita a una preparazione che deve essere consumata appena sfornata, quando la superficie è dorata e il cuore ancora morbido e fondente. Non è la classica focaccia genovese: la Focaccia di Recco col formaggio ha caratteristiche e disciplinare propri, ed è proprio questa specificità ad averne protetto il nome e la tradizione. Per chi arriva a Recco, dunque, la degustazione diventa una tappa obbligata, magari iniziando dal centro cittadino e proseguendo verso il lungomare.

Abbazia di San Fruttuoso.

Dal forno al mare

Il bello di un viaggio a Recco è proprio questo continuo passaggio tra sapori e paesaggio. La focaccia può essere il punto di partenza di un itinerario che conduce via mare a San Fruttuoso. L’Abbazia, bene del FAI dal 1983, si trova in una piccola insenatura del Monte di Portofino, in uno scenario raggiungibile esclusivamente a piedi o via mare. Il complesso custodisce oltre mille anni di storia e testimonianze legate a monaci, famiglie nobili e alla comunità di pescatori che ha abitato questo angolo di Liguria. Da Recco è possibile raggiungere San Fruttuoso in battello, in alternativa si può partire da Camogli, dove il collegamento è attivo tutto l’anno. Per chi ama camminare, l’altra possibilità è rappresentata dai sentieri del Parco di Portofino. È un modo diverso di vivere la Riviera, lasciando per qualche ora le strade più frequentate per immergersi nella natura. Una volta arrivati, la visita dell’Abbazia permette di scoprire la chiesa, il chiostro, gli ambienti storici e le terrazze affacciate sul mare. Un luogo dove il paesaggio non fa semplicemente da cornice, ma diventa parte stessa dell’esperienza.

Una cucina che mette in relazione i territori

Il viaggio gastronomico può poi allargarsi oltre i confini liguri. Recco è infatti protagonista di una storia di collaborazione con il territorio piacentino, accomunato dalla volontà di valorizzare produzioni profondamente legate alla propria origine. È nata così l’idea di “Sapori in Paradiso”, un percorso che mette in dialogo la Focaccia di Recco col formaggio IGP con i Salumi DOP Piacentini: Coppa Piacentina, Pancetta Piacentina e Salame Piacentino. Una collaborazione che racconta come due territori apparentemente lontani possano incontrarsi proprio a tavola. Il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini opera per la promozione e la tutela delle tre denominazioni, la cui lavorazione è legata alla provincia di Piacenza. Il risultato è un itinerario nel gusto fatto di consistenze, profumi e tradizioni: la sfoglia sottile e il formaggio della focaccia incontrano la complessità aromatica dei salumi piacentini. Un abbinamento che porta sulla tavola due identità gastronomiche forti, senza confonderle, ma valorizzandone le differenze. Recco, allora, diventa qualcosa di più di una destinazione sul mare. È un luogo dove una ricetta può raccontare una comunità, un viaggio in battello può condurre dentro la storia e un assaggio può diventare il filo conduttore tra territori diversi. Perché in Liguria, come spesso accade nei luoghi più autentici, il paesaggio si guarda, la storia si visita e il territorio, soprattutto, si assaggia.

Maddalena Baldini

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